Le vendite di automobili dotate di propulsore endotermico potrebbero essere vietate in Norvegia a partire dal 2025, seguendo la scia della recente mozione olandese
Le autovetture spinte da motori a combustione interna stanno vivendo dei tempi duri: dal ridimensionamento delle unità propulsive, alla scomparsa dei motori naturalmente aspirati. L’ultima notizia riguardante la faccenda arriva dalla Norvegia, dove i vari partiti si sono fatti avanti per raggiungere un accordo che metterebbe al bando le immatricolazioni delle auto endotermiche a partire dal 2025
La notizia, che è stata trattata dal quotidiano economico Dagens Naeringsliv, è stata subito condivisa con immensa soddisfazione dall’Amministratore Delegato di Tesla, Elon Musk, con immensa soddisfazione. Il numero uno del marchio ha definito il Paese “fantastico”. Titolo dell’articolo del giornale? “Stop alle vendite di motori diesel e a benzina nel 2025”. Al momento non si tratta di un disegno di legge o di una mozione vera e propria, ma semplicemente di un accordo tra le quattro maggiori fazioni politiche che dovrà essere prima formalizzato e successivamente votato.
Si deve però precisare come il piano nazionale dei trasporti 2018-2029, presentato lo scorso Aprile, aveva già accennato ad una via da seguire per raggiungere “emissioni 0” per tutte le vetture entro il prossimo decennio. Ironia della sorte, nonostante la Norvegia si stia muovendo verso tali obiettivi, è anche il maggior produttore di petrolio dell’Europa occidentale. Ciò non toglie però che le vetture appartenenti alla fascia delle emissioni 0 rappresentino una fetta del 30% del mercato automobilistico norvegese: nel 2015, sono state immatricolate 27.800 elettriche e 7.800 ibride plug-in, mentre il primo quadrimestre del 2016 ha già registrato 8.800 elettriche e 6.700 plug-in.
Le vetture elettriche godono già di immensi benefici, indennizzi e agevolazioni: Iva e imposte sull’acquisto nulle, libero accesso ai centri cittadini e ed alle corsie riservate, alle Ztl, senza contare la gratuità di autostrade, parcheggi e colonnine. Il successo di questi incentivi ha persino sorpreso il governo stesso, che fino ad allora non era convinto se continuare sulla stessa linea. Per ora però, la Norvegia rimarrà il paradiso per gli automobilisti che prediligono l’elettrico.
Il vento del cambiamento sta però soffiando in molti altri Paesi: ad Oslo si sta pensando a precludere l’ingresso delle vetture private nei centri cittadini, mentre il resto dei governi Europei si stanno adoperando per rendere la vita delle automobili convenzionali sempre più difficoltosa. Si parla di aumentare gli oneri fiscali, seguendo la scia del nuovo sindaco di Londra Sadiq Khan, che sta già promuovendo la T-Charge, una tassa sui mezzi più inquinanti che andrà a sommarsi alla tradizionale congestion. Parigi inoltre è intenzionata ad escludere dalla circolazione ogni vettura prodotta prima del 1997, mirando a rimuovere, inoltre, tutti i diesel entro il 2020. Paesi come la Germania invece puntano più sugli incentivi, e le ultime notizie raffigurano la Corea del Sud seguire tale esempio, varando un piano volto ad aumentare la presenza delle vetture elettriche sulle strade.