La prima storica vittoria sulle strade di Baku vede la firma di Nico Rosberg, mattatore della giornata con un Grand Chelem che riporta fiducia e morale dopo le ultime due vittorie targate Hamilton. Buona gara delle Ferrari, mentre è straordinaria la prestazione di Perez che dopo Monaco riporta la Force India ancora a podio. Limita i danni lo sfortunato Hamilton, male le Red Bull.
Per chi si aspettava i botti di Capodanno questo gran premio di Baku non può che essersi rivelato una gran delusione. Dopo le qualifiche al cardiopalma di ieri, c’era già chi si aspettava ingressi di Safety Car a ripetizione, incidenti spettacolari, un Hamilton indiavolato e un duello all’ultimo sangue tra Ricciardo e Vettel per provare a insidiare Rosberg per la testa della gara: insomma, tutti i presupposti migliori per lottare contro il tipico abbiocco pomeridiano della domenica, ma alla fine la storia è andata diversamente.
Una partenza stranamente pulita, senza la solita “fionda” Ferrari e con un Hamilton assolutamente sornione: i primi giri rivelano subito quello che sarebbe stato il canovaccio della gara, con la Red Bull di Ricciardo che tradisce la prestazione del sabato e si mostra subito in grande difficoltà con le super soft, permettendo a Vettel di superarlo agevolmente al sesto giro e di buttarsi all’improbabile inseguimento di un Rosberg semplicemente di un’altra categoria. Anche il campione del mondo in carica non sembra in grande spolvero: soffre dietro la velocissima Williams di Bottas nei primi giri, riuscendo nel sorpasso solo all’undicesima tornata.
La gara non è ancora giunta a metà ma le carte in tavola sono già praticamente scoperte, con il valzer dei Pit Stop a porre la parola fine ad una gara che ha avuto ben poco da dire. Le due Red Bull, dopo aver tentato le soft in uno stint estremamente breve cambiano strategia passando disperatamente alle medie, ma finiscono relegate nella parte bassa della zona punti in una gara tutta da dimenticare. La top five della gara opta per una strategia ad un solo stop, cambiando la mescola super soft in favore delle soft a banda gialla. Le Ferrari cercano di contenere Rosberg, ma si trovano alla prima sosta ad una distanza prossima già ai venti secondi: semplicemente troppa Mercedes questa domenica, con il tedesco a condurre quindi in totale controllo dopo la sosta e Raikkonen e Vettel a seguire ad oltre trenta secondi, a loro volta incalzati da un ottimo Perez e da un Hamilton decisamente lontano.
Le speranze della rossa sembrano timidamente riaccendersi verso il venticinquesimo giro con Vettel che, superato Raikkonen, tenta di strappare sul finlandese e di ricucire il margine sulla freccia d’argento, ma è solo un’illusione: dopo aver fatto riposare gli pneumatici, Rosberg rimette le carte in regola segnando parziali record e chiudendo definitivamente la questione gara. Tragicomica invece la gestione gara Hamilton, col campione britannico in difficoltà con problemi di settaggio tecnico della sua power-unit Mercedes: con le nuove disposizioni FIA, la squadra non ha potuto aiutare il pilota che si è dunque ritrovato nella fase clou della gara senza la potenza necessaria. Grave mancanza, assolutamente imperdonabile, disattenzione che rivela come il campione del mondo in questa prima fase del mondiale non sia dietro solo per sfortuna, ma anche per assenza di concentrazione e sangue freddo nei momenti più importanti.
Davvero notevole invece la rimonta di Perez, che si sta dimostrando in grande crescita sia in termini di prestazione che di maturità, il tutto ovviamente grazie anche alle qualità di una Force India velocissima per tutto il week-end. Raikkonen non può nulla ed è dunque costretto a cedere l’ultimo gradino del podio al messicano che dopo essersi visto arretrare dalla seconda posizione conquistata in qualifica è partito col dente avvelenato, costruendo una prestazione maiuscola giro dopo giro.
Gli esiti della gara parlano dunque di un Rosberg che riallunga sul compagno di squadra e delle Ferrari che continuano ad avvicinarsi senza però mai riuscire ad affondare il colpo per il gradino più alto del podio. Tutti ottimi presupposti per una gran gara in Austria, con la Red Bull che proverà a rifarsi nel gran premio di casa.
