A pochi mesi dal lancio del nuovo SUV di Sant’Agata Bolognese, la rivista inglese Autocar rivela delle indiscrezioni relative alla possibilità di una berlina marchiata Lamborghini
Il prossimo 4 dicembre Lamborghini svelerà l’Urus, prima vettura formato famiglia del marchio italiano. Però, effettivamente, l’Urus non è la prima auto a quattro porte realizzata da brand emiliano in quanto, prima nel 1986 e poi nel 2008, vennero prodotte rispettivamente la LM 002 e la Estoque. Se la prima venne venduta fino al 1993, la seconda, a causa della crisi globale, rimase un concept, fino ad ora.
Dal Regno Unito giungono delle indiscrezioni trapelate da un’intervista rilasciata da Federico Foschini, direttore vendita Lamborghini, al giornale Autocar. Secondo Foschini, l’Urus, affiancando l’Huracan e l’Aventador, dovrebbe incrementare le vendite del marchio italiano ad un massimo di 7.000 unità annue, rispetto alle attuali 3.500, nel giro di pochi anni. Se ciò accadrà, allora si potrà pensare ad altri modelli, che incrementeranno ulteriormente le vendite, favorendo la crescita dell’azienda.
Secondo la rivista, la berlina potrebbe essere realizzata entro il 2021, impiegando, probabilmente, la piattaforma MSB, idonea per vetture ospitanti 4 o 5 persone, già usata dal gruppo Volkswagen per realizzare la Porsche Panamera. Oltre al fattore economico, un alto motivo per cui Lamborghini dovrebbe intraprendere questa strada è legato ad un’analisi di mercato effettuata tra i suoi clienti. In media, un acquirente della casa emiliana possiede tra le 4-7 auto. Realizzando l’Urus e una berlina, il potenziale compratore potrà acquistare queste familiari ed utilizzarle tutti i giorni, avendo così la praticità di una familiare senza rinunciare alle prestazioni di una supercar.
La nascita di nuovi modelli comporta la creazione di nuovi posti di lavoro. Basti pensare che la produzione dell’Urus ha richiesto 400 nuove assunzioni ed un ampliamento degli spazi lavorativi. Con l’arrivo di altre vetture, ci potrebbe essere un ulteriore ampliamento dell’attività lavorativa ed un incremento della mano d’opera, favorendo non solo la crescita dell’azienda, ma anche del Paese.



