Con una presentazione in grande stile, cui ha preso parte anche il pilota della scuderia anglotedesca Lewis Hamilton, Mercedes ha presentato l’auto chiamata a rendere omaggio ai 50 anni di AMG
L’attesa è finita: la Mercedes AMG Project One è stata finalmente svelata. Dopo le varie anticipazioni e i diversi teasers rilasciati dalla Casa di Stoccarda negli ultimi giorni, tutta l’attenzione all’apertura del Salone di Francoforte non poteva che essere rivolta su quella che si preannuncia essere un’automobile semplicemente rivoluzionaria. Sì, perché mai, fino ad ora, una Casa aveva osato trasferire tutto il materiale tecnologico di una monoposto di F1 su una vettura stradale, lasciandolo praticamente invariato. Storicamente il merito di avvalersi delle conoscenze acquisite dalle corse per sviluppare modelli sempre più performanti è da attribuire alla Ferrari. Con la Project One, però, i tecnici di Mercedes hanno puntato l’asticella ancor più in alto. L’obiettivo per festeggiare i 50 anni della divisione sportiva AMG era quello di realizzare una vettura di Formula Uno a ruote coperte e omologata per la circolazione su strada. E, dalle prime impressioni che giungono da Francoforte, sembrano esserci riusciti. Dieter Zetsche, presidente del gruppo Daimler AG, dichiara soddisfatto: “Il Motorsport non è fine a se stesso: i successi e le esperienze frutto di tre campionati mondiali Costruttori e piloti vinti ci permettono di portare la tecnologia della Formula 1 alla strada per la prima volta grazie al progetto Mercedes-AMG One”. Sfortunatamente per chi la sta desiderando, la Project One è già sold out. L’incredibile prezzo di 2.275.000 euro non ha scoraggiato i 275 fortunati destinatari che se la sono immediatamente accaparrata.
Propulsione
L’elemento sicuramente più impressionante e rivoluzionario è il motore, o meglio, la power unit. Non si può infatti parlare di semplice motore perché, a partire dal 2014, il regolamento di F1 prevede l’utilizzo combinato di un motore a combustione interna unito a due complessi sistemi di recupero dell’energia, MGU-H e MGU-K, e di un motore elettrico. Ebbene, Mercedes ha letteralmente trasportato tutto il gruppo propulsore delle sue monoposto sulla Project One, aggiungendo, per non farsi mancare nulla, un ulteriore motore elettrico. Due infatti sono le unità elettriche collegate alle ruote anteriori attraverso dei riduttori. Il motore a combustione interna, invece, è lo stesso V6 da 1.6L dotato di turbocompressore utilizzato dai piloti Lewis Hamilton e Vallteri Bottas, capace di raggiungere l’incredibile soglia degli 11.000 giri al minuto. Grazie ai sistemi MGU-H e MGU-K, la Project One è in grado di recuperare fino all’80 % dell’energia cinetica, che andrebbe altrimenti dissipata in frenata, all’interno di batterie da 800 Volt, dotate dello stesso sistema di raffreddamento della vettura da pista. I numeri dell’intero gruppo propulsivo sono da capogiro: si parla di 1000 CV che consentono alla Project One di toccare i 200 Km/h in meno di sei secondi e di spingerla sin oltre la soglia dei 350 km/h.
Aerodinamica
Non meno importanza assume l’aerodinamica: per garantire prestazioni da Formula 1, infatti, è necessaria un’efficienza aerodinamica che consenta alla vettura di trasferire tutta la potenza sull’asfalto e di tenerla aderente in curva. Si può notare dalle prime foto come questo aspetto abbia giocato un ruolo fondamentale nel design della Project One. L’anteriore è dotato di grandi prese d’aria necessarie a raffreddare l’impianto propulsivo, ma non è escluso che il loro compito sia anche quello di incanalare aria pulita sul fondo della vettura per incrementare la deportanza. Abilità, questa, in cui i tecnici Mercedes si sono particolarmente distinti nelle competizioni. Muovendosi verso il centro dell’auto si notano degli sfoghi sopra i passaruota chiusi durante la presentazione. Ciò porta a pensare che possano essere controllati elettronicamente e quindi aprirsi, variando il loro angolo di utilizzo, in base alla quantità di calore da smaltire. Sopra il tetto trova alloggio un vistoso condotto, simile all’airbox utilizzato sulla monoposto di Formula Uno, il cui compito è quello di introdurre l’esatta quantità d’aria nel motore a combustione interna. Lateralmente sono presenti dei bargeboards utili a ripulire i flussi d’aria dalle turbolenze nocive in termini di efficienza aerodinamica. Sul retrotreno, infine, spiccano la pinna posta sul lunotto posteriore, necessaria ad incrementare la stabilità nelle curve ad elevata percorrenza ed un imponente alettone a configurazione variabile, dotato di un ulteriore spoiler centrale.
Peso
La Mercedes AMG Project One ferma la lancetta della bilancia ai 1300 kg. Può sembrare un peso non appropriato ad una hypercar ma va tenuto conto che le batterie, da sole, pesano ben 100 kg. Per questo motivo si è deciso di utilizzare la fibra di carbonio per realizzare non solo il telaio ma anche la carrozzeria, consentendo alla vettura di riuscire a sopportare le elevatissime sollecitazioni cui sarà sottoposta.
Abitacolo
Gli interni della Project One sono minimalisti, come su una vera auto da corsa. Il teaser rilasciato da Mercedes qualche giorno fa faceva presuppore l’utilizzo di un volante simile a quello della monoposto, e così è stato. Tramite questo complesso elemento il guidatore potrà accedere dalle più basilari alle più dettagliate informazioni della vettura e regolare l’assetto di motore, sospensioni e dei diversi controlli elettronici. L’abitacolo è anch’esso molto semplice, ma efficace. I sedili sono in fibra di carbonio e sono fissati direttamente alla scocca: per regolare la posizione di guida si potrà far scorrere i pedali ed il volante.
Fonte immagini e video: www.mercedes-benz.com









